LegalBrandGuard

Far chiudere un sito falso: la procedura di takedown

Aggiornato il 5 agosto 2026 · LegalBrandGuard

Risposta rapida

Il takedown consiste nel notificare al registrar e all’hosting provider di un dominio fraudolento per ottenerne la sospensione. Oggi è la via più rapida e meno costosa contro un sito falso: una questione di giorni, contro circa tre mesi per una procedura UDRP, e senza spese di arbitrato.

Cos’è realmente un takedown

Un takedown non è un procedimento giudiziario. È una notifica indirizzata agli intermediari tecnici che rendono accessibile il sito: il registrar del nome a dominio, e l’hosting provider dei contenuti. Ciascuno dispone di mezzi d’azione che voi non avete — sospendere il dominio, spegnere il server — e di obblighi che li spingono a utilizzarli.

Il risultato ricercato è il passaggio del dominio allo stato clientHold. Il dominio resta registrato a nome del truffatore, ma smette di funzionare: né sito web, né posta elettronica. È il blocco amministrativo che il registrar applica quando accerta un uso abusivo.

Perché non una procedura UDRP?

L’UDRP è la storica procedura di arbitrato in materia di nomi a dominio. Resta rilevante per recuperare un dominio che si intende utilizzare, ma è poco adatta ai negozi falsi, per tre motivi.

CriterioTakedownUDRP
TempisticaPochi giorniCirca tre mesi
CostoNullo o bassoSpese di arbitrato + consulenza legale
Nome a dominio senza il marchioGestibile — la base è il contenutoInefficace — la base è il nome
RisultatoSospensione del dominioTrasferimento o cancellazione

Confronto dettagliato, con i casi in cui ciascuna via prevale: takedown o UDRP, quale scegliere?

Il terzo punto è decisivo. Le reti di negozi falsi utilizzano deliberatamente nomi a dominio generici, senza alcun riferimento al marchio copiato, proprio per sfuggire all’UDRP. Un dominio come cyclingwear-shop.com che espone un marchio francese sfugge all’arbitrato, ma resta attaccabile tramite notifica.

Le quattro leve, da attivare in parallelo

Un takedown efficace non è un’unica azione ma quattro, condotte in parallelo. Ciascuna ha una propria tempistica e un proprio tasso di successo.

LevaEffettoTempistica osservata
RegistrarSospensione del dominio (clientHold)Da 48 ore a diverse settimane
Hosting o CDNRimozione del contenutoPochi giorni
Browser (Safe Browsing, SmartScreen)Schermata di avviso rossa, traffico interrottoDa 24 a 72 ore
Reti pubblicitarieBlocco degli annunci prodottoVariabile

Le segnalazioni ai browser sono spesso trascurate, pur producendo l’effetto più rapido. Un sito segnalato come pericoloso da Google Safe Browsing perde la maggior parte del proprio traffico nel giro di poche ore, ben prima che il dominio venga sospeso.

Approfondire ogni fase

Ciascuna di queste fasi ha le proprie insidie. Le guide qui sotto le illustrano nel dettaglio, con i casi reali che abbiamo incontrato.

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per far chiudere un sito falso?+
È molto variabile. Abbiamo ottenuto una sospensione in 48 ore da un registrar di Hong Kong, e siamo ancora in attesa per un altro dominio presso un registrar statunitense. Le segnalazioni ai browser, invece, agiscono in genere entro 24-72 ore e tagliano il traffico ben prima della sospensione del dominio.
Serve un avvocato per fare un takedown?+
No. La notifica al registrar è un atto amministrativo, non giudiziario: il titolare del marchio può inviarla direttamente. Un consulente legale diventa utile in caso di contenzioso, di recidiva organizzata, o se il truffatore contesta la richiesta.
Il takedown funziona se il sito è dietro Cloudflare?+
Sì, ma in modo diverso. Cloudflare nasconde l'indirizzo IP del server di origine: non è quindi possibile risalire direttamente all'hosting provider. Bisogna passare dal modulo abuse di Cloudflare, che inoltra la segnalazione all'hosting reale, e notificare in parallelo il registrar del dominio.
Cosa fare se il registrar non risponde?+
Rinviare la stessa notifica come sollecito dopo cinque-sette giorni, poi rivolgersi al registry dell'estensione interessata, che è sopra il registrar. Come ultima risorsa, ICANN Compliance si occupa delle violazioni dell'articolo 3.18 del contratto di accreditamento — una procedura pubblica che i registrar preferiscono evitare.
Bisogna aver depositato il marchio per agire?+
In pratica, sì. È il titolo di marchio a fondare la richiesta: senza un deposito presso l'INPI, l'EUIPO o un ufficio equivalente, un registrar non ha alcun elemento oggettivo per decidere tra due contendenti e archivierà la richiesta.

Sources